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Tombe Alento

Tombe Rupestri

Dal piazzale antistante la chiesa di San Liberatore a Maiella, il sentiero porta, in pochi minuti, sulla riva del fiume Alento. Il fiume nasce intorno ai 700 mt. di altitudine in località Aia della Forca e da qui si snoda lungo un percorso di circa 35 Km, prima di sfociare nel mare Adriatico, nei pressi di Francavilla al Mare in provincia di Chieti.

Lungo tutto il suo corso le sue acque solcano ed incidono profondamente una lunga valle, restituendo il classico profilo a V. Il fiume, prezioso e indispensabile, viene ancora utilizzato per irrigare i campi della valle omonima e fu impiegato per azionare un mulino ad acqua costruito intorno al X secolo dai monaci di San Liberatore, diventando così uno dei principali punti di riferimento della comunità. Il suo corso, all’inizio, è impervio e dà origine a numerose cascatelle scavate nella roccia calcarea.

Costeggiando in salita la sua riva destra, poco distante dall’abbazia di San Liberatore, dopo duecento metri si giunge dove l’alveo del fiume si allarga e, qui, in località ‘San Giuvannelle’, ad una quota superiore, sono collocate delle tombe rupestri scavate nella roccia, a forma di sarcofago sormontate da un arcosolio.

Le caratteristiche di quest’area funeraria rimandano all’organizzazione del territorio da parte dei primi centri benedettini, dove anche i contesti tombali erano legati alla vita monastica o, in ogni caso, all’uso religioso. Il territorio di Serramonacesca, in epoca altomedievale, dovette essere abitato e sfruttato dai primi gruppi monastici che si insediarono nella valle dell’Alento, con probabilità riportabili ai secoli VII-VIII.

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