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Castel Menardo

Castel Menardo

Sul versante occidentale della valle del fiume Alento, in posizione strategica e in una incantevole collocazione ambientale si trova il Castello di Menardo. La fortificazione si erge sul pianoro roccioso del monte Ciumina (mt. 473 s.l.m.) a breve distanza dal centro abitato di Serramonacesca e a controllo sia delle rete viaria di epoca romana che dei percorsi tratturali. L’impianto presenta un orientamento NE/SW; lungo l’estremità ovest sono presenti due torri a pianta poligonale collegate da una struttura muraria lunga mt. 20; all’estremità est si innesta un corpo quadrangolare con funzioni di torretta di avvistamento; all’interno del recinto fortificato, oltre a divisioni in vani, sono visibili anche una cisterna ed un ambiente ipogeo scavati direttamente nella roccia.

Le imponenti ed eleganti strutture murarie in pietra calcarea della Maiella, dalla raffinata fattura dei paramenti interni ed esterni, sono caratterizzate dalla presenza di numerose arciere che ne sottolineano il carattere difensivo. Il suo grandioso aspetto di rudere e le possenti murature non nascondono, tuttavia, l’eleganza del paramento in pietra calcarea squadrata all’esterno e all’interno del fortilizio. L’organizzazione interna degli spazi e gli ambienti di servizio rimessi in luce grazie a diverse campagne di scavo archeologico fanno presupporre che la fondazione si deve ad un preciso progetto unitario politicamente finalizzato al controllo del territorio. Le particolari tecniche costruttive e l’architettura dell’impianto del castello trova dei significativi confronti con simili complessi dell’Italia meridionale, legati alla monarchia sveva. Le tecniche murarie ed in particolare l’uso del bugnato nelle cortine esterne delle due torri poligonali, rimandano – tra i tanti confronti istituibili – allo zoccolo del mastio di Caserta vecchia e al basamento della torre occidentale della Porta delle torri di Capua.

Castel Menardo, accostato ad alcune fortificazioni cassinesi per la singolare accuratezza costruttiva delle murature, costituisce ancora oggi una testimonianza storico – culturale di indubbia valenza.

Non sappiamo con certezza il periodo di costruzione del fortilizio ma è probabile che esso sia stato eretto per la difesa dell’abbazia benedettina di San Liberatore a Maiella (XII secolo). Il primo documento certo è del 1183, quando nell’inventario fatto redigere da Guglielmo II re di Napoli, Castel Menardo viene attribuito al barone Gentile Vetulo. Nel 1273, il diploma di Carlo d’Angiò che divise l’Abruzzo in due parti, ultra e citra flumen Piscariae, lo menziona insieme ad altre fortificazioni dell’Abruzzo ulteriore. In un inventario del 1492 si registra che il monastero di San Liberatore comprendeva, nei suoi domini, anche Castel Menardo. Il sito, poi, viene riportato nella cartografia storica in cui viene indicato come Castel Manali o Menale, così come nella Descrizione del Regno di Napoli di Pirro Ligorio del 1558 e nella carta del Mercatore datata al 1589.

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